C’è musica nella casa di Luigi Magnani

Luigi Magnani (il padrone di casa della Villa dei Capolavori) oltre ad essere un grande collezionista, è stato un intellettuale e un musicologo. Alcuni dei più celebri artisti italiani del Novecento hanno dipinto per lui opere a soggetto musicale (fra questi Morandi, De Pisis, Guttuso, Severini, Manzù). Michela Alessandrini che di recente ha catalogato gli archivi musicali di Magnani (con vinili, spartiti, libretti d’opera e appunti inediti) ci spiega qualcosa in più sulla personalità del fondatore e svela perché c’è sempre musica alla Fondazione Magnani Rocca.

Luigi Magnani era un grande appassionato di musica, musicologo e compositore. Sono rimaste tracce precise sullo stile e sul gusto di Magnani? Che musica amava, e quale il suo compositore preferito?

Luigi Magnani era un grande conoscitore di musica e questo lo deve alla madre Eugenia che lo ha avviato allo studio del pianoforte da giovanissimo ed è stata la prima ad accompagnarlo a teatro. Magnani era un musicologo molto conosciuto, il suo autore preferito era sicuramente Beethoven a cui ha dedicato diversi scritti (come ad esempio Verità e poesia in Beethoven, Umanesimo in Beethoven, Il nipote di Beethoven), negli anni ’70 ha anche curato una serie di trasmissioni della RAI dedicate proprio al compositore tedesco. Magnani era anche un compositore di musica da pianoforte (I Canti di Michelangelo) e per voci sole (come I cori della Passione).

La sala della musica della Villa dei Capolavori di Luigi Magnani
La sala della musica della Villa dei Capolavori di Luigi Magnani

Nella villa dei capolavori è custodito un prezioso fortepiano del 1810 su cui probabilmente suonò Beethoven, che cos’è esattamente un fortepiano?

Il fortepiano è uno degli antenati del moderno pianoforte. Da un punto di vista meccanico il funzionamento è lo stesso (martelletti che percuotono le corde), ma dal punto di vista timbrico i due strumenti sono molto diversi. Il fortepiano ha un suono più smorzato rispetto al pianoforte, ma ugualmente gradevole. Nel bookshop della Fondazione Magnani Rocca si può trovare un cd che è stato registrato proprio utilizzando il fortepiano esposto nella Villa; la raccolta racchiude brani di Beethoven.

Il fortepiano custodito alla Fondazione Magnani Rocca
Il fortepiano custodito alla Fondazione Magnani Rocca

Quanto è importante conoscere il linguaggio e la storia della musica per apprezzarla?

La musica è principalmente emozione, empatia, per amarla è necessario prima di tutto la capacità di ascoltare e lasciarsi coinvolgere. Una formazione musicale aggiunge qualcosa in più al semplice piacere dell’ascolto. Permette di cogliere le sfumature, di inquadrare i brani all’interno del loro contesto storico e di capirne la struttura.

C’è un legame tra musica e arti visive?

Baudelaire le definiva “Correspondances”, sostenendo che i colori sono la materia fondamentale di cui si serve la pittura, mentre i suoni costituiscono l’arte della musica ed in parte l’arte poetica. Luigi Magnani era un vero umanista ed amava tutte le espressioni in cui l’arte si manifesta. Nell’animo di un grande intellettuale come Magnani non poteva esistere una separazione tra questi due mondi.

 

Renato Guttuso Natura morta con pianoforte 1947
Renato Guttuso Natura morta con pianoforte 1947

Sappiamo che recentemente hai catalogato il fondo musicale di Luigi Magnani (vinili, libretti d’opera e spartiti).

L’inventario che ho realizzato comprende più di 400 vinili: riordinandoli, ho potuto scoprire i gusti musicali del Professore: la discografia completa di Beethoven, l’Arte della fuga di Bach, tutte le opere di Mozart. Magnani aveva inoltre un orecchio abituato alla buona musica, per cui aveva scelto di ogni brano le esecuzioni migliori, come quelle dei Berliner Philharmoniker o della New York Philharmonic diretta da Arturo Toscanini.

L'arpa cromatica custodita nella Villa dei Capolavori
L’arpa cromatica custodita nella Villa dei Capolavori

La colonna sonora della mostra Roma900 presenta brani di Ottorino Respighi, Alberto Savinio, Alfredo Casella. C’è una ragione dietro questa scelta?

Nella casa di Luigi Magnani la musica non è mai casuale. Ogni mostra è accompagnata da una scelta precisa. Nel caso di Roma 900 il curatore Stefano Roffi ha scelto brani molto in voga nella Roma dei primi anni del secolo scorso. Respighi e le sue evocative Fontane di Roma, Savinio sperimentatore di cui, oltre alle più note abilità pittoriche, si possono scoprire anche quelle di compositore; infine, Casella: pianista virtuoso, compositore geniale e amico di D’Annunzio, maestro di composizione dello stesso Luigi Magnani.

 


michela alessandrini

Michela Alessandrini è laureata in Italianistica all’Università di Bologna. Suona il flauto traverso da quando ha undici anni ed è diplomata al Conservatorio “A. Boito” di Parma. Si occupa della segreteria e dei rapporti con il pubblico della Fondazione Magnani Rocca.