Depero visto dai designer: parla Ale Giorgini

Con il suo pionieristico approccio al design Fortunato Depero ha rotto le barriere che dividevano l’arte dagli oggetti della vita quotidiana aprendo la strada a generazioni di nuovi creativi (illustratori, designer, pubblicitari). Talenti che ancora oggi sono ispirati dai suoi lavori e spesso ne riconoscono l’influenza diretta, come Ale Giorgini.

Ale Giorgini ha iniziato giovanissimo come illustratore e lavora nei settori più disparati, dalla pubblicità all’editoria, dai contenuti social ai libri e ai fumetti. Oggi insegna allo IED, cura l’Illustri Festival di Vicenza e il Berga Urban Museum; fra i suoi clienti ci sono grandi marchi come Puma e Jeep, testate prestigiose come Corriere e Sole 24Ore, realtà come Warner Bros, Disney e Mondadori.

Di recente ha disegnato una lampada ispirata alla storia di Pinocchio e una bandana dedicata proprio a Depero.

Ricostruire con arte le cose di ogni giorno

Nella mostra Depero il mago viene rappresentato in tutta la sua complessità il desiderio di uno dei maggiori artisti del secondo Futurismo di espandere i confini espressivi della creatività, arrivando a ridefinire ogni campo artistico secondo la propria visione estetica e modificando perfino gli oggetti e gli ambienti della vita quotidiana.

Testa di cavallo, (1938), tarsia in panno - Fortunato Depero
Testa di cavallo, (1938), tarsia in panno – Fortunato Depero

Un approccio, quello esposto nella Ricostruzione futurista dell’universo di Depero e Balla, che sembra oggi particolarmente familiare, in un’epoca come la nostra di design diffuso e ricerca estetizzante in ogni ambito della quotidianità.

Refrattari – Depero

Depero è stato un vero pioniere del design contemporaneo: dagli acquerelli della gioventù ai collage di carta, dai panciotti in stoffa alle sedute in legno, non c’è strumento che l’artista di Rovereto non abbia affrontato.

Geometria e ironia

Il suo impatto estetico è rimasto inalterato a distanza di un secolo e le sue conseguenze si possono notare anche nell’approccio di giovani creativi come Ale Giorgini. Nello stile geometrico, coloratissimo e dai tratti decisamente ironici di quest’ultimo è possibile infatti trovare una qualche traccia dell’inarrestabile mente deperiana.


E da lì deriva la volontà di andare oltre le etichette artistiche classiche, coinvolgendo qualsiasi mezzo espressivo o pubblico. Se per Depero la tela poteva essere qualsiasi cosa, dalle tarsie in panno ai mobili e alle bottigliette del Campari, per Giorgini, allo stesso modo, sono i sellini delle bici, le lampade, le t-shirt, le tavole da skate, il tessuto di un foulard.

Come descriveresti lo stile di Depero in tre parole?
Geometrico, cinetico, solido.

E il tuo invece?
Geometrico, retrò, affollato.

Cosa ti viene in mente con l’espressione “dinamico, scoppiante, coloratissimo e luminosissimo”?
Un razzo supersonico.

Un’opera creativa può far piangere un bambino, terrorizzare, commuovere, fare innamorare. Non è una responsabilità enorme?
Per chi non la guarda sì.

Perché dopo quasi 100 anni Depero è ancora così attuale?
Perché era un viaggiatore del tempo.

Se Depero fosse nato nel ‘700 che ne sarebbe stato di lui? O meglio: l’artista è tale in assoluto o dipende tutto dall’epoca in cui nasce?
L’artista nasce quando è il momento giusto.

Dalì ha inventato il logo dei Chupa Chups, Depero la bottiglietta del Campari. Quale prodotto vorresti ridisegnare con la tua arte?
Il cartone per la pizza.

Depero credeva nell’arte totale e viveva in una casa con mobili, tappeti, oggetti e vestiti disegnati da lui. Ti piacerebbe vivere in un luogo in cui ogni singolo dettaglio è stato concepito da te?
Sto lavorando per riuscirci. Intanto ho disegnato una nuova bandana da aggiungere alla mia collezione.

Se potessi mandare un solo tweet a Depero, quale sarebbe?
@fortunatodepero ci vediamo per un Campari?

Depero il Mago è la mostra che la Fondazione Magnani Rocca ospita nella Villa di Mamiano di Traversetolo, presso Parma, dal 18 marzo al 2 luglio 2017. Realizzata in collaborazione col Mart di Rovereto e curata da Nicoletta Boschiero e Stefano Roffi, comprende più di cento opere a testimonianza della bruciante e poliedrica espressività deperiana.