Il Bacio rosso di Dudovich

Quando Marcello Dudovich si trasferisce a Bologna, nel 1899, ha meno di vent’anni ma è già un cartellonista esperto grazie al lavoro presso le Officine Ricordi di Milano, il centro della nascente arte pubblicitaria.

A Bologna Dudovich lavora per l’editore Chappuis, che ha notato il suo talento e lo vuole come suo cartellonista esclusivo. A questo periodo risalgono le prime opere autonome e firmate. È giovane, sempre circondato da belle donne, sempre alla ricerca di avventure. E quelle donne sensuali, magnetiche, affascinanti finiranno inevitabilmente anche nei suoi manifesti.

Marcello Dudovich, bozzetto per Bitter-Campari (Il bacio), 1901, carboncino e pastello su carta, Archivio Galleria Campari.

Nel 1901 nasce uno dei suoi manifesti più celebri. Tutto parte da un disegno a carboncino e pastello su carta che ritrae una coppia di amanti in un bar di Parigi, stretti in un bacio intenso. Dudovich utilizza il proprio quadro come bozzetto per un manifesto pubblicitario del Bitter Campari. L’intera scena viene virata completamente al rosso. Un rosso intenso che rappresenta al tempo stesso il fuoco della passione, ma anche la tinta accesa della famosissima bevanda pubblicizzata dal manifesto.

Due giovani innamorati colti nell’intimità di un salottino del Bar Tabarin di Parigi. Tutto intorno a loro è rosso e sensuale. Rosso il cuscino sul divano, rosso il liquido nei calici, rosso il fazzoletto abbandonato sul tavolo, rosso il vestito di lei, rosse le braccia in tensione, rossi i volti che si nascondono in un bacio rubato.

a sinistra: Marcello Dudovich, bozzetto per Bitter-Campari (Il bacio), 1901, carboncino e pastello. Archivio Galleria Campari. a destra: Marcello Dudovich, Bitter Campari, 1901. Collezione Alessandro Bellenda, Galleria L’IMAGE, Alassio (SV)

Sull’onda del successo del Bacio Campari e di altri riuscitissimi manifesti per l’amaro Strega, le confezioni per signora Mele di Napoli (solo per citarne alcuni presenti in mostra) Dudovich diventa famoso per le sue donne eleganti, sensuali e raffinate, ornate di ombrelli, cappelli, ventagli, in costume: vere icone liberty. Una donna protagonista del suo tempo, libera di muoversi e di leggere il giornale.

Fotografia dei primi anni del Novecento, Dudovich a Bologna (Trieste, proprietà privata) – fonte “R. Curci, Marcello Dudovich. Oltre il manifesto”

Ma il Fascismo è alle porte e anche le donne sensuali di Dudovich cederanno il passo a mise molto meno femminili e soggetti maschili in pose militaresche molto più utili alla propaganda del Regime.
Bitter Campari (Il bacio) di Dudovich è una delle 200 splendide opere della mostra Pubblicità! alla Villa dei Capolavori