La Hit Parade di ITALIA POP: chi c’è al primo posto?

Quali canzoni sanno cogliere lo spirito degli anni del Boom? Una Classifica per raccontare la mostra Italia Pop con i suoi miti, le sue icone e le sue contraddizioni: le dive del Piper Club, la contestazione giovanile, il carosello, la lotta operaia, i beat e i musicarelli.

Una scalata dal decimo posto alla prima posizione accostando i temi della mostra ai brani di quel periodo, dalle hits più famose alle tracce meno note, da riscoprire. Un crescendo vorticoso che vede rincorrersi Mina e Giorgio Gaslini, Luigi Tenco e i Rolling Stones. Chi si guadagnerà la vetta della classifica?

Al sesto posto della classifica di ITALIA POP c’è “Una Carezza in un Pugno”

Nel 1968, in concomitanza con la grande contestazione studentesca e con la messa in commercio della pillola anticoncezionale. I giovani cominciano a mettere in discussione modelli tradizionali come il fidanzamento, il matrimonio, l’adulterio, i rapporti prematrimoniali e soprattutto il ruolo della donna che vuole contare nella società e non essere più il “gentil sesso” sottomessa all’uomo. Come sempre in controtendenza Adriano Celentano si presenta in televisione quello stesso anno con una canzone neanche tanto “velatamente” maschilista che parla di gelosia e sembra quasi evocare il delitto d’onore.

Al quinto posto della classifica di ITALIA POP c’è “Mah nà mah nà”

Una delle colonne sonore più famose di tutti gli anni Sessanta anche se in pochi ricordano di che film fosse l’accompagnamento musicale. Si tratta della pellicola “Svezia, inferno e paradiso” del 1968, uno pseudo documentario del genere “Mondo movie” che racconta un lato del nord Europa mai visto prima nel nostro paese e tocca temi scottanti, a tratti scandalosi, come l’educazione sessuale nelle scuole, l’aborto, lo scambismo, l’uso di droghe. Una curiosità, la voce di “Mah nà mah nà” è di Alessandro Alessandroni che ha fischiato nelle più celebri colonne sonore western musicate da Ennio Morricone.

Al quarto posto della classifica di ITALIA POP c’è “Apollon”

Nel giugno del 1968 350 operai di una grande tipografia di Roma, l’Apollon, ricevono di punto in bianco la lettera di licenziamento, decidono allora di reagire occupando la fabbrica, una protesta che durerà tredici mesi e rimarrà alla storia come una delle più importanti proteste operaie di quegli anni. L’occupazione dell’Apollon colpisce molti artisti e intellettuali, il regista Ugo Gregoretti gira un documentario sulla fabbrica occupata con colonna sonora di Mario Schiano, mente Mario Schifano inserisce diversi frammenti video di una manifestazione degli operai dell’Apollon davanti al Parlamento nel suo film sperimentale “Umano non umano” (di cui in mostra sono visibili alcuni rari spezzoni).

Al terzo posto della classifica di ITALIA POP c’è “Perdono”

Il “Musicarello” è un genere cinematografico tutto italiano, tipico degli anni Sessanta, il nome nasce dalla fusione tra “Musical” e “Carosello”. I musicarelli sono film leggeri che hanno per protagonista un cantante famoso e spesso hanno come titolo il suo disco in uscita. I musicarelli sono un vero fenomeno di costume espressione di quei giovani appena “inventati” dalla pubblicità. I temi ricorrenti sono l’amore giovanile, la moda, la spensieratezza, la polemica nei confronti degli adulti, la voglia di ballare e divertirsi. Una delle regine indiscusse dei musicarelli è “Caschetto d’oro” Caterina Caselli.

Al secondo posto della classifica di ITALIA POP c’è “Momkey Man”

I Rolling Stones non hanno mai avuto problemi a dichiarare che il “Monkey man” della canzone è Mario Schifano. Il gruppo entra in contatto con l’artista romano attraverso la sua compagna e musa ispiratrice, l’attrice e modella Anita Pallenberg, che in seguito avrà una relazione con Brian Jones, poi con Keith Richards (da cui avrà tre figli) e infine anche con Mick Jagger. Basta ascoltare le parole per capire che “Sono uno sputo di nocciolina americana / E tutti i miei amici sono drogati” tra gli Stones e Schifano non correvano buone acque.

Al primo posto della classifica di ITALIA POP c’è “Ragazzo triste”

Nel 1966 Radio Vaticana manda in onda la sua prima canzone di musica pop, è Ragazzo triste di Patty Pravo che canta così: “Nessuno può star solo, non deve stare solo quando si è giovani così. Dobbiamo stare insieme, amare tra di noi, scoprire insieme il mondo che ci ospiterà.” Nicoletta Strambelli viene scoperta da Alberigo Crocetta, uno dei fondatori del Piper Club, il locale romano che rappresenta il fulcro della vita giovane di quel periodo. Al Piper ballano i giovani e4 le nuove star come Patty Pravo e Caterina Caselli e sul palco svetta il “Giardino per Ursula”, una grande installazione pop di Claudio Cintoli.

ITALIA POP racconta l’arte negli anni del boom. Anni fatti di contestazione, di moda, di televisione, di radio, di pubblicità e soprattutto di musica, musica popolare e sperimentale, la stessa musica che si ritrova nel video “PerVoiGiovani” all’entrata della Villa, e accompagna il visitatore attraverso le sale che hanno ospitato in questi giorni tutti gli artisti più significativi della straordinaria esperienza della Pop art italiana.