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Sala del '900 italiano
Qui sono esposte opere di alcuni dei più famosi maestri dello scorso secolo, mettendo in evidenza le differenti forme pittoriche e la comune ricerca di libertà espressiva. I de Pisis della Fondazione sono tutti del periodo della maturità dell'artista, in cui emerge un senso tragico dell'esistenza e della solitudine; la sua pittura si rivolge per lo più ai paesaggi, alle nature morte e ai fiori trasformati spesso in tocchi di colore e in effetti di luce tra realtà e fantasia. Il risultato dei suoi lavori, strettamente legato ai suoi stati emotivi, è caratterizzato da un'estrema libertà del segno e dalla rapidità di rappresentazione. A testimoniare la grande sfida espressiva del dopoguerra, Alberto Burri recupera invece i sacchi che gli americani hanno lasciato lungo le strade d'Italia e utilizza la materia grezza, martoriata e ricucita per comporre le sue opere d'arte. Il "Sacco" della Fondazione non vuole raccontare nulla, la materia è autonoma e allo stesso tempo sofferente e lacerata dalla storia. Completano la sala opere del futurista Severini, di Leoncillo, Renato Guttuso, Mario Mafai, un nudo di Carlo Mattioli e una tipica composizione metafisica di Giorgio de Chirico dal titolo "Enigma della partenza". Per quanto concerne la scultura moderna, si possono qui ammirare due bassorilievi di Giacomo Manzù in cui è rappresentata la figura del poeta Orfeo, e una statua in bronzo del 1972 con San Giorgio visto come un giovane antieroe.
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