Magnani Rocca Fondazione


 
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Giorgio Morandi
(Bologna 1890 - 1964)

Grande natura morta con caffettiera 1933
(Acquaforte su rame mm 390 x 296)

L'opera grafica di Morandi presente nella collezione va da una lastra del 1912, «Il Ponte sul Savena a Bologna», ad una del 1947, «Natura morta con quattro oggetti», e ci permette quindi di confrontare la prima tecnica incisoria morandiana ancora incerta e non del tutto risolta con quella posteriore. La summa della sua arte incisoria è indicata dalla critica negli anni 1927-1934, e uno degli esempi piú significativi è la « Natura morta con la caffettiera» del 1933. In quest'ultimo periodo in effetti gli oggetti appaiono collocati nello spazio con una sicurezza assoluta, l'ombra viene graduata negli oggetti e nei minimi spazi che li separano e i fittissimi incroci di segni sembrano suggerirci ogni differenza di materia. Per quanto riguarda i disegni di Morandi, la critica tende ad evidenziare che non sono quasi mai in stretta relazione con gli oli e le opere incisorie, anche se, chiaramente, le analogie sono spesso evidentissime.
I due disegni della collezione degli anni '40, composizioni di oggetti visti dal basso, rappresentano un processo di rigorosa essenzializzazione dei segni che soprattutto nel foglio del 1940 ci appaiono, come disse Brandi, «sbrecciati, tremanti», mentre quello del I958 evidenzia l'ultimo tratto stilistico morandiano contraddistinto dal tratteggio spesso elementare e dall'uso del bianco del foglio per delineare le figure. Per quanto riguarda gli acquarelli, come sottolinea Fabrizio D'Amico, quelli del I956-57, dai colori pallidi e acquosi sono ancora contraddistinti da un estremo scaglionamento spaziale che nel 1959-60 sparirà lasciando il posto a figure ridotte a tremule parvenze.

 

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