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In primo piano
Grande natura morta
con la caffettiera
(Giorgio Morandi)
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Sala Morandi (opere grafiche)
Questa notevole raccolta di cinquanta fra oli, acquerelli, disegni e incisioni fu creata interamente quando Giorgio Morandi era ancora in vita. Il pittore fu presentato a Luigi Magnani nel 1940 dal critico Brandi e divenne poi suo grande amico. Le sue nature morte presentano una calibratissima architettura compositiva e l'inesausta analisi del rapporto tra forma e spazio. Il suo modello è senza dubbio Cézanne, ma le sue famose bottiglie, i suoi oggetti diventano personaggi, rappresentano i suoi stati emotivi, sono il suo modo di essere. Morandi sfida la monotonia, azzera ogni descrizione, sfugge sempre dal desiderio di stupire o attrarre lo spettatore. In Fondazione sono raccolte molte opere delle diverse tappe del suo percorso artistico, compresi un autoritratto e un raro pezzo del periodo metafisico a cui aderì per pochissimo tempo e con esiti del tutto personali. La sua dimensione progettuale è quella del "silenzio" in cui immergere oggetti in una luce mentale, in uno spazio completamente artificiale. In questa pittura tonale non mancano bellissimi esempi di fiori che il pittore osservava e poi rappresentava quasi mortificati, disfatti e innaturali. I due paesaggi della Fondazione, uno di Grizzana e l'altro del cortile di via Fondazza a Bologna, gli unici luoghi che Morandi abbia rappresentato, mostrano anch'essi una complessa elaborazione mentale dei dati paesistici che vengono trasfigurati, dilatati e semplificati.
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