Ecco perchè Depero, 100 anni fa, era già un designer di oggi

Noi futuristi vogliamo realizzare questa fusione totale per ricostruire l’universo rallegrandolo”: così Fortunato Depero e Giacomo Balla scrivevano nel loro manifesto del 1915, Ricostruzione futurista dell’universo, in cui esprimevano i concetti base del loro astrattismo futurista. Oggi che alla Villa dei Capolavori – Fondazione Magnani Rocca si celebra l’artista di Rovereto con Depero il Mago, una retrospettiva con più di cento opere che vanno dai progetti pubblicitari agli abiti, dai collage ai mobili e così via a ricostruire la figura di una creatività tanto folle quanto totale. E che si presta con grande versatilità a essere reinterpretata dai creativi contemporanei, come avviene nell’iniziativa #Avantissimo

sx Fortunato Depero – Progetto per chiosco pubblicitario, 1924. Rovereto, MART, Fondo Depero. dx Bozzetto per tappeto, 1927 Archivio MITA

Depero vive una concezione totale dell’arte in prima persona nella sua eclettica carriera artistica: rifiutato all’Accademia di Vienna, va a Torino come decoratore per l’Esposizione Universale, poi torna nella natia Rovereto per disegnare lapidi da un marmista. Poi fu scultore, poeta, pubblicitario, editore, pittore, in un mix di abilità e declinazioni che in qualche modo anticipava i designer di oggi. Non è un caso se il secondo Futurismo (la fase cioè più avanzata, ideologica ed “esplosa” della corrente) si moltiplicò in forme di espressività che entrarono a diretto contatto con la vita quotidiana delle persone: dalla pubblicità all’arredamento, dalla numismatica alla moda e così via.

Fortunato Depero, Guerrieri, 1923, tarsia in panni

Depero imbastisce arazzi, idea manifesti pubblicitari, disegna le bottigliette del Campari, firma le copertine di riviste internazionali come Vanity Fair e Vogue, istituisce la Casa d’Arte Futurista a Rovereto (oggi sede del MART). Fu anche in qualche modo stilista e i “panciotti” che realizzò fra il 1923 e 1924 attirarono l’attenzione per i colori sgargianti e i disegni fantasiosi (foto d’epoca ritraggono lui e Marinetti che posano baldanzosi indossando quei gilet).

Fortunato Depero – Sedia verde e gialla, sedia rosa e blu (ricostruzione), 1995. Rovereto, MART

Arte, moda e design: la loro commistione è per noi quasi ovvia, oggi, ma forse sfugge la portata dirompente e innovativa di un artista come Depero che non poneva limiti al suo estro. Proprio per questo connubio indissolubile è interessante il progetto #Avantissimo, l’iniziativa curata dallo studio Kreativehouse a Fidenza Village in collegamento con la mostra Depero il mago.

Nata sul web, l’idea vuole riprendere i dettami futuristi e celebrare stile di Depero su più materiali e su più media: cinque fra i più affermati designer internazionali di oggi sono stati chiamati a reinterpretare l’arte del Mago di Rovereto trasponendo la loro creatività in pannelli in mostra a Fidenza Village fino al 9 aprile e in altrettanti foulard che vanno a formare un’esclusiva capsule di bandane d’autore.

A partecipare sono Olimpia Zagnoli, Gio Pastori, Ale Giorgini, Jun Cen e Roman Muradov, ognuno con il proprio personale omaggio all’estetica di Depero. Sono tutti giovani creativi, sia italiani sia stranieri, che hanno una consolidata esperienza internazionale, avendo lavorato nei mondi più svariati, dall’editoria alla moda, dall’arredo ai fumetti senza escludere la pubblicità e il branding più in generale.

Avantissimo, tributo a Depero. Ale Giorgini, 2017
Avantissimo, tributo a Depero. Jun Cen 2017
Avantissimo, tributo a Depero. Gio Pastori 2017
Avantissimo, tributo a Depero. Roman Muradov 2017
Avantissimo, tributo a Depero. Olimpia Zagnoli, 2017

Perché la bandana? Sempre per citare la Ricostruzione, per Balla e Depero “l’arte diventa Presenza, nuovo Oggetto, nuova realtà creata cogli elementi astratti dell’universo”, con l’artista che spasima “per un nuovo Oggetto da creare”. Cosa c’è di meglio di un tessuto, dunque, che nelle sue proprietà materiche e stilistiche richiama molti dei concetti del manifesto deperiano (“dinamico”, “trasparentissimo”, “trasformabile”, “volatile”) e in qualche modo è la semplificazione di quei “complessi plastici” che secondo il futurista dovevano avvalersi di “fili metallici, di cotone, lana, seta d’ogni spessore, colorati”.

Un progetto come #Avantissimo è l’ulteriore segnale con cui possiamo leggere l’attualità del genio artistico di Fortunato Depero, una forza creativa che anticipando i tempi ha salvaguardato il proprio slancio vitale fino ad oggi, influenzando e ispirando artisti contemporanei di ogni generazione.