Il “Nudo” nelle opere di de Pisis, Guttuso, Manzù

Al piano superiore della Villa, il riallestimento della sezione del Novecento italiano, a seguito del prestito temporaneo delle opere di Morandi al Musée de Grenoble, con dipinti da de Chirico a Burri, da Severini a Carrà, si completa con una sala dedicata al tema Nudo nell’arte del secolo scorso, attraverso le opere appartenute a Luigi Magnani.

Filippo de Pisis, Pan (Il citaredo), 1944, olio su tela

Sono esposti lavori a olio su tela, ad acquerello e a china di Filippo de Pisis, Renato Guttuso, Giacomo Manzù, tutti per lungo tempo sodali del ‘signore della Villa dei Capolavori’. Il sensualissimo Pan di de Pisis, descritto tra mitologia e letteratura, tra sogno e carnalità, vera divinità moderna, si accosta a esempi di realismo sociale  quali lo Studio per i Pescatori e il grande dipinto Anna Maria di Guttuso, raffigurante la profuga istriana Anna Maria Frezza, una delle modelle preferita dall’artista. Poi Manzù, con l’Orfeo a china del 1966, che fonde in sé gli elementi apollineo e dionisiaco e che riflette la figura del giovane figlio della Musa Calliope plasmata dallo scultore nei due pannelli bronzei eseguiti per lo stesso Magnani; infine ancora de Pisis con due nudi maschili coricati, pagine autobiografiche dei rapporti spesso contrastati, per lo più velocemente deludenti, che si instauravano tra l’artista e i suoi modelli, giovani incontrati per caso, seguiti per l’aria dolce o sfrontata, attratti dalla promessa di un piccolo guadagno o dalla curiosità nei confronti di quel personaggio così strano.