I nostri progetti didattici

L’idea alla base dei progetti didattici della Fondazione Magnani Rocca è che la tutela dei beni artistici inizia dalla loro conoscenza e che si può avvicinare all’arte il pubblico di ogni età, attraverso proposte conoscitive diversificate e ben integrate con le tradizioni sociali e culturali del territorio.

La figura cui ci si è rivolti per questa attività didattica è quella di Bruno Munari (Milano 1907-1998), artista – designer – didatta, protagonista di primo piano della vicenda artistica italiana a partire dagli anni ’30 del Novecento, che ha ispirato alcuni progetti, rivolti alle Scuole Primarie, elaborati in collaborazione col Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato. Sono così attivati presso la Fondazione Magnani Rocca i laboratori sui seguenti temi: Claude Monet e l’Impressionismo, Futurismo, De Chirico e la Metafisica, Giorgio Morandi, Alberto Burri, Museo a soqquadro.

Fin dal 1977, Munari ha sperimentato in tutto il mondo, rivolgendosi prevalentemente ai bambini da 6 a 10 anni, una didattica del visivo basata da un lato sulla personale esperienza di artista e designer, dall’altra sulle teorie psico-pedagogiche di Jean Piaget, che individuava nel gioco il mezzo consono al bambino per sperimentare, apprendere, conoscere. Munari amava riferire un antico detto cinese: “Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco” e, nei laboratori, “facendo” e “giocando” i bambini conoscono gli strumenti e le regole del linguaggio figurativo, imparano a costruire immagini e messaggi, si avvicinano alla comprensione dei percorsi mentali e delle idee presenti nelle opere degli artisti. In questo tipo di laboratorio il riferimento all’arte non è mai esplicito. Compito degli operatori didattici è infatti quello di enucleare l’aspetto strutturale (tecnico o concettuale) più significativo e didattico o l’essenza comunicativa di un’opera e di trasmettere questi contenuti ai bambini sotto forma di gioco. Le finalità si possono scoprire solo nella fase conclusiva dell’attività attraverso il gioco: per esempio, si guidano i bambini nelle sale espositive, certamente non per proporre modelli e, quindi, limiti al libero operare individuale.

Come si svolge un laboratorio e quali sono le fasi che lo compongono

L’intenzione programmatica di avvicinare i bambini a una certa opera non viene enunciata. Inizialmente viene creata una situazione che stimoli in ognuno certe curiosità: ad esempio si richiede di sperimentare tutti i modi possibili per usare un determinato strumento, anche quelli più inusuali e meno canonici; poi di scoprirne le qualità, magari associandolo a materiali diversi.

Le regole che vengono date sono di carattere tecnico, finalizzate a mettere tutti in grado di cominciare il lavoro: inoltre, durante lo svolgimento stesso del laboratorio gli sviluppi si calibrano su tutte le varianti dovute alle diverse risposte che i differenti individui possono dare a uno stesso problema (i bambini sono tutti diversi, ognuno di essi ha i propri tempi d’azione, il proprio carattere, i propri interessi, la propria personalità; quindi non dare loro idee già impostate ma un metodo perché ognuno si costruisca il proprio modo di fare, di produrre immagini, di costruire oggetti e capire; l’adulto seguirà le operazioni del bambino per vedere che non faccia sbagli tecnici e lo aiuterà e correggerà solo per ciò che riguarda il come si fa, senza mai dare un giudizio o peggio una correzione sul lavoro fatto, ma cercando di aiutarlo a realizzare un proprio pensiero, un proprio progetto).

Ogni bambino potrà compiere il proprio lavoro nell’arco di tre incontri della durata di circa 1 ora e 30 minuti ciascuno. I bambini vengono seguiti dalla responsabile didattica della Fondazione Magnani Rocca coadiuvata da personale specializzato. I risultati sono sempre non stereotipati, presentano notevoli differenze tra loro e ogni bambino scopre il piacere di fare senza finalizzazione: lo sviluppo del lavoro si decide via-via. Solo allora si verifica il confronto con la o le opere d’arte – come nella vita saranno i bambini a trovare, scoprire i nessi tra il loro fare, sperimentare e giocare e le cose fatte da altri, in altre epoche, ma con gli stessi materiali. La sperimentazione manuale di alcuni processi creativi e la successiva constatazione e contatto diretto con il lavoro dell’artista, evidenzia analogie e rende immediato l’approccio con l’evento artistico.

Orari disponibili per i laboratori didattici al museo:
Dal martedì al venerdì dalle ore 10.00 alle 11.30 (fino a 25 bambini) oppure dalle 14.30 alle 16.00 (altri 25 bambini), un incontro settimanale per tre settimane da metà febbraio all’inizio di dicembre. Per le classi è possibile prenotare contattando la responsabile didattica Maria Cecilia Alberici (cell. 348 2295577 mcecilia.alberici@libero.it).

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