Certe città che si visitano seguendo una lista. Parma si scopre seguendo un ritmo.

Quello di una piazza romanica al mattino, di un sipario che si apre, di una trattoria all’ora di pranzo. Quello lento delle forme di Parmigiano Reggiano che riposano per mesi nei caseifici e quello silenzioso dei dipinti custoditi nelle ville della campagna.

Parma, nel cuore dell’Emilia-Romagna, è una destinazione italiana in cui arte, musica e gastronomia convivono a pochi passi di distanza. È città di Correggio e Parmigianino, di Giuseppe Verdi e del Teatro Regio. È la terra del Parmigiano Reggiano e del Prosciutto di Parma ed è parte della rete delle Città Creative UNESCO della Gastronomia.

Se stai cercando cosa vedere a Parma in un giorno, il consiglio è semplice: non provare a vedere tutto. Parma funziona meglio quando si lascia spazio alla sorpresa.

Piazza Duomo

Parma in un giorno: da dove iniziare

Se hai soltanto una giornata, concentra la visita nel centro storico: Piazza Duomo, Cattedrale, Battistero, San Giovanni Evangelista, Palazzo della Pilotta, Teatro Farnese e Teatro Regio costituiscono un itinerario straordinariamente compatto.

Sono anche alcuni dei luoghi che il portale turistico ufficiale di Parma indica tra le esperienze essenziali per conoscere la città.

Poi fermati. Perché a Parma il pranzo non è semplicemente una pausa tra due monumenti. Fa parte del viaggio.

Piazza Duomo: il luogo da cui cominciare

La prima immagine di Parma dovrebbe probabilmente essere Piazza Duomo. La Cattedrale, il Battistero e gli edifici che circondano la piazza costruiscono uno degli angoli più riconoscibili della città. Non serve quasi sapere dove guardare: basta entrare.

Nella Cattedrale di Parma, la cupola affrescata da Correggio trasforma improvvisamente lo spazio. L’Assunzione della Vergine dissolve l’architettura in una vertigine di corpi, luce e movimento.

Pochi metri più in là, il Battistero di Parma, progettato da Benedetto Antelami e rivestito nel caratteristico marmo rosa, racconta un Medioevo molto più sofisticato di quanto siamo abituati a immaginare. Piazza Duomo, Cattedrale e Battistero sono riconosciuti dal turismo ufficiale cittadino come uno dei nuclei fondamentali dell’esperienza culturale di Parma.

Qui conviene fare una cosa che nei viaggi facciamo sempre meno: rimanere qualche minuto senza cercare il prossimo posto da raggiungere.

Correggio, ma guardando in alto

A poca distanza da Piazza Duomo si trova la Chiesa di San Giovanni Evangelista. Entrando, ancora una volta, bisogna alzare lo sguardo.

Correggio dipinge la cupola trasformandola in uno spazio quasi senza peso. Architettura e pittura sembrano perdere i propri confini e le figure si muovono sopra il visitatore.

È uno dei luoghi che aiutano a capire perché Parma sia molto più di una tappa gastronomica.

Qui il Rinascimento non è un capitolo di un manuale di storia dell’arte. È ancora sopra la tua testa.

Palazzo della Pilotta: un palazzo, molti mondi

Da qui si raggiunge il Complesso Monumentale della Pilotta, l’enorme edificio legato alla storia della famiglia Farnese.

Teatro Farnese, Parma, Italy.

Entrare nella Pilotta significa attraversare diversi secoli quasi senza accorgersene.

Qui si trova la Galleria Nazionale di Parma, con opere che raccontano il ruolo della città nella storia dell’arte italiana, compresa la celebre Scapigliata di Leonardo da Vinci.

Ma c’è un luogo che riesce ancora a sorprendere anche chi pensa di avere visto molti musei europei. È il Teatro Farnese.

Una gigantesca architettura teatrale in legno costruita all’inizio del Seicento, pensata per trasformare lo spettacolo in meraviglia. Il teatro venne gravemente danneggiato dai bombardamenti del 1944 e successivamente ricostruito tra il 1956 e il 1960 recuperando anche gli elementi originali sopravvissuti.

Entrandoci oggi si ha ancora l’impressione che qualcosa stia per accadere. Anche quando il teatro è vuoto.

Parco Ducale, Parma
Teatro Regio, Parma

Teatro Regio: Parma ascolta

A Parma la musica non è un ornamento della città. È parte della sua identità.

Il Teatro Regio di Parma, inaugurato nel 1829, rimane uno dei luoghi simbolo della cultura musicale cittadina. Qui l’opera viene vissuta con una partecipazione che appartiene profondamente alla città. Giuseppe Verdi nacque poco lontano da Parma e il suo rapporto con questo territorio continua attraverso concerti, rappresentazioni e il Festival Verdi, uno degli appuntamenti che rendono Parma una destinazione particolarmente interessante per chi viaggia seguendo musica e cultura.

Anche senza assistere a uno spettacolo, vale la pena entrare nel Teatro Regio.

È possibile visitare foyer, sala e Ridotto attraverso visite guidate disponibili anche in inglese.

Poi arriva il pranzo

A questo punto bisogna smettere di parlare di monumenti. Perché mangiare a Parma significa continuare a conoscere Parma.

Il territorio è diventato uno dei luoghi simbolo della cultura gastronomica italiana e Parma fa parte dal 2015 della rete UNESCO delle Creative Cities of Gastronomy.

Il consiglio è cercare una trattoria e cominciare dai piatti che qui appartengono ancora alla cucina quotidiana.

I tortelli d’erbetta, con il loro ripieno di ricotta ed erbette. Gli anolini in brodo. Il Parmigiano Reggiano. Il Prosciutto di Parma.

Non sono semplicemente specialità da assaggiare. Sono una geografia commestibile. Raccontano allevamenti, campagne, stagioni, famiglie, tecniche produttive e una cultura che da queste parti ha trasformato il cibo in una forma di identità.

Church of San Giovanni Evangelista, Parma

Parmigiano Reggiano: vedere dove nasce

Per chi arriva a Parma soprattutto per la gastronomia, c’è un’esperienza che merita di cambiare completamente il programma della giornata: visitare un caseificio di Parmigiano Reggiano.

In questo caso bisogna partire presto.

La produzione avviene nelle prime ore della giornata e vedere nascere una forma di Parmigiano Reggiano permette di comprendere quanto lavoro, tempo e precisione si nascondano dietro uno dei prodotti italiani più famosi al mondo.

Poi si entra nei magazzini di stagionatura. File quasi infinite di forme trasformano uno spazio produttivo in qualcosa di sorprendentemente monumentale.

Se il cibo è il motivo principale del viaggio, questa esperienza può sostituire una parte della mattinata dedicata ai musei.

Se invece vuoi conoscere Parma soprattutto attraverso l’arte, conserva i caseifici per il giorno successivo.

Prosciutto di Parma: verso le colline

Basta allontanarsi dalla città perché il paesaggio cambi.

Le colline a sud di Parma sono il territorio del Prosciutto di Parma, dove la produzione segue tempi e tecniche tramandati attraverso generazioni. Visitare un prosciuttificio permette di vedere il prodotto nel luogo in cui nasce e di collegarlo finalmente al paesaggio.

È questa, probabilmente, una delle caratteristiche più interessanti di Parma come destinazione gastronomica: qui molti dei nomi che nel resto del mondo conosciamo come prodotti diventano luoghi reali.

Hanno un clima, un paesaggio, delle persone.

Fondazione Magnani-Rocca, The Villa of Masterpieces in the Parma countryside

Hai un giorno in più? Esci dalla città

Il centro storico racconta soltanto una parte di Parma.

La seconda comincia appena fuori.

Colline, castelli, ville, vigneti e piccoli paesi costruiscono intorno alla città un paesaggio culturale in cui Rinascimento, arte e gastronomia continuano a intrecciarsi.

Due luoghi, in particolare, meritano di diventare parte del viaggio.

Castello di Torrechiara: una storia d’amore del Rinascimento

Arrivando a Torrechiara, il castello appare sulla sommità della collina prima ancora di raggiungere il borgo.

Costruito nel Quattrocento per volontà di Pier Maria Rossi, unisce l’aspetto di una fortezza medievale all’eleganza di una residenza signorile. Al centro della sua storia c’è anche il legame tra Pier Maria Rossi e Bianca Pellegrini.

La celebre Camera d’Oro, attribuita a Benedetto Bembo, racconta proprio questa storia attraverso un sorprendente ciclo di affreschi e la rappresentazione dei castelli appartenuti al casato.

È uno di quei luoghi in cui non è necessario scegliere tra storia e leggenda.

Funzionano molto meglio insieme.

Fondazione Magnani-Rocca: la Villa dei Capolavori

Poco distante si incontra qualcosa di completamente diverso.

A Mamiano di Traversetolo, nella campagna di Parma, si trova la Fondazione Magnani-Rocca, conosciuta come la Villa dei Capolavori.

Era la dimora di Luigi Magnani, critico musicale, scrittore e collezionista.

Oggi le sue stanze custodiscono opere di Monet, Renoir, Cézanne, Goya, Tiziano, Dürer, Rubens, Van Dyck, Filippo Lippi, Carpaccio, Tiepolo, Canova, De Chirico, Burri e De Pisis, insieme a quella che la Fondazione indica come la più significativa raccolta di opere di Giorgio Morandi.

Il rapporto tra Magnani e Morandi fu anche personale: la collezione permanente conserva cinquanta opere dell’artista bolognese.

Ma chiamarla semplicemente museo sarebbe riduttivo.

Qui i dipinti sono ancora circondati dagli arredi neoclassici e Impero della dimora. Le stanze conservano l’atmosfera di una casa vissuta e l’arte non appare isolata dentro una successione di sale bianche: dialoga con mobili, oggetti, finestre e memorie.

Fuori, il Parco Romantico cambia ancora il ritmo della visita.

Alberi monumentali, essenze esotiche, grandi prospettive verdi e pavoni trasformano la Villa in una destinazione in cui arte e paesaggio fanno parte della stessa esperienza.

Non soltanto vedere un Monet.

Vedere dove qualcuno aveva scelto di vivere con un Monet.

Parma o Bologna? Parma o Milano?

Non serve scegliere.

Parma è ben collegata con entrambe e può diventare una tappa di un viaggio più ampio attraverso il Nord Italia e l’Emilia-Romagna.

Ma sarebbe un errore considerarla soltanto una sosta.

Per chi ama arte italiana, opera, architettura, gastronomia, castelli e piccoli centri storici, Parma concentra in uno spazio relativamente raccolto molte delle ragioni per cui si viaggia in Italia.

Con una differenza.

Qui molte cose accadono ancora lontano dalle folle delle destinazioni italiane più conosciute.

Quanti giorni servono per visitare Parma?

Un giorno è sufficiente per scoprire i principali monumenti del centro storico, da Piazza Duomo alla Pilotta e al Teatro Regio.

Con due giorni, il viaggio cambia completamente: puoi aggiungere un caseificio di Parmigiano Reggiano, il Castello di Torrechiara o la Fondazione Magnani-Rocca.

Se arte e gastronomia sono entrambe importanti per te, due giorni sono la scelta migliore.

Cosa non perdere assolutamente a Parma?

Per una prima visita, i luoghi essenziali sono Piazza Duomo con Cattedrale e Battistero, il Complesso della Pilotta con il Teatro Farnese e il Teatro Regio.

A questi aggiungeremmo almeno un’esperienza gastronomica legata al Parmigiano Reggiano o al Prosciutto di Parma.

E, avendo più tempo, la campagna.

Parma vale la pena per un viaggio gastronomico?

Sì. Parma appartiene alla rete delle UNESCO Creative Cities of Gastronomy e il rapporto tra città e territorio permette di combinare cucina, prodotti DOP, visite ai produttori e cultura.

Ma sarebbe un peccato arrivare soltanto per mangiare.

La vera sorpresa di Parma è scoprire quanto Correggio, Verdi, Leonardo, il Teatro Farnese, il Parmigiano Reggiano e il paesaggio delle colline appartengano allo stesso racconto.

Perché visitare Parma

Forse perché Parma racconta un’Italia che non ha bisogno di alzare la voce.

La bellezza è dentro una cupola.
In un teatro di legno.
Nel silenzio di una villa di campagna.
In una forma di Parmigiano che aspetta il proprio tempo.

Puoi venire per Correggio e scoprire i tortelli. Venire per il Prosciutto di Parma e ritrovarti davanti a un Leonardo.

Seguire Verdi e finire sotto le torri di un castello rinascimentale. È questo che rende Parma una destinazione diversa. Non offre una sola ragione per partire. Ne lascia scoprire continuamente un’altra.