Federico Fellini, s.d. Coleção Christoph Schifferli, Zurique
Federico Fellini, s.d. Collezione Christoph Schifferli, Zurigo

Federico Fellini inizia a disegnare sin da piccolo e negli anni dell’adolescenza comincia a pensare seriamente che la pittura sarebbe stata il suo mestiere. Crescendo sceglie il cinema, arte che lui stesso definirà geneticamente imparentata con la pittura, poiché l’una e l’altra non possono esistere senza la luce.

Fellini, regista “pittorico”, non può non fare riferimento nei suoi film ai tanti artisti che ama e apprezza; tra questi anche Massimo Campigli. La donna elegante, inaccessibile e misteriosa è leit motiv comune, basti vedere “Giulietta degli spiriti” per accorgersene, in particolare la scena ambientata nel circo in cui le signore che assistono allo spettacolo sono chiuse dietro balaustre, come piccole celle, forse un omaggio alle figure totem di Campigli. Ne emerge la volontà di indagare caratteristiche peculiari, che portino al disvelamento dell’archetipo femminile. Entrambi immaginano “La città delle donne”, dove realtà e sogno convivono e nulla è come sembra.