Il primo di Novembre del 1964 la Città di Milano celebra l’inaugurazione della sua prima metropolitana, la linea M1: un momento fondamentale nella storia del boom economico italiano del dopoguerra, un simbolo di progresso che cambierà la vita quotidiana di migliaia di persone.
È proprio in questo momento che la famosa ditta Campari chiede a Bruno Munari di realizzare un nuovo manifesto pubblicitario.
Munari accetta la sfida e decide di non concentrarsi tanto sul prodotto che, dice lui, “non ha bisogno di presentazioni”, ma di giocare con l’idea del nome CAMPARI che è già un’icona contemporanea.
Nasce il celebre manifesto “Declinazione grafica del nome Campari” che ancora oggi è una delle opere più conosciute di Munari. Un manifesto pubblicitario che è pensato addirittura per essere letto dai viaggiatori seduti sulle vetture dei treni in movimento.
Attraverso la scomposizione e ricomposizione grafica del nome “Campari”, Munari non solo omaggia la lunga tradizione pubblicitaria del brand, ma ne rinnova l’identità, mantenendo una distintività che sfida il tempo.
“Sulla campitura rossa del fondo ecco stagliarsi, scomporsi e ricomporsi le icone grafiche della scritta Campari: Munari segnala proprio l’elemento di continuità del marchio, ripercorrendo attraverso il confronto del lettering la lunga e prestigiosa storia pubblicitaria della azienda (come non pensare ai manifesti di Hohenstein e Dudovich, Cappiello, Depero, Nizzoli, solo per citare qualche nome). Allo stesso tempo, nel progetto grafico di Munari convergono gli esiti della sua ricerca artistica (dalla riflessione sui processi visivi alla contemporanea sperimentazione delle prime xerografie), ma in qualche modo proiettati in un nuovo contesto urbano. Il manifesto per Campari diventa soprattutto allora un caleidoscopico e curioso sguardo sulla città contemporanea.” – Simona Riva CSAC
Il Manifesto Campari ancora oggi sorprende e affascina, testimone dell’inimitabile talento di Munari e della sua capacità di fondere arte e vita quotidiana.

