Mostre

Il Simbolismo in Italia

14 marzo – 28 giugno 2026

Orari e bigliettiPrenota una visita guidata

La mostra si è conclusa il 28 giugno 2026.

Ora alla Villa dei Capolavori: Man Ray: tutto, fino al 13 dicembre 2026. La collezione permanente e il Parco Romantico si visitano tutto l’anno di apertura: orari e biglietti.

Mostra conclusa
Villa dei Capolavori, Mamiano di Traversetolo (Parma)

Date: 14 marzo – 28 giugno 2026

«L’arte nuova non vuole rappresentare le cose, ma l’alone di mistero che le circonda. Non la realtà, ma il sogno della realtà; non il visibile, ma l’invisibile che nel visibile traspare.»

Angelo Conti, da La beata riva, 1900.

Bellezza, mistero, ossessione. Una delle più grandi mostre mai dedicate al Simbolismo italiano.

Più di 150 opere — dipinti, sculture, incisioni — rivelano al grande pubblico la stagione più visionaria dell’arte italiana tra Otto e Novecento: un capitolo che si sviluppò in dialogo serrato con una tendenza internazionale che muoveva da varie declinazioni del preraffaellismo e da una cultura francese e mitteleuropea che aveva in Gustave Moreau e Arnold Böcklin alcuni dei suoi principali riferimenti. Eppure la via italiana al Simbolismo seppe elaborare una propria fisionomia, riconoscibile nella convergenza tra istanze spirituali e la costante riflessione sul mito e sul paesaggio capace di tenere insieme tradizione e modernità.

La natura come organismo vivente, il mito come esperienza perturbante, la figura femminile come presenza ambivalente, il paesaggio come spazio dell’interiorità, il segno grafico come veicolo dell’invisibile: sono i nuclei tematici delle sette sezioni della mostra, concepite per restituire tutta la complessità e l’ampiezza dell’immaginario simbolista italiano.

Nella celebre Villa dei Capolavori, una delle più importanti istituzioni artistiche italiane, sede della Fondazione Magnani-Rocca a Mamiano di Traversetolo presso Parma, a pochi passi dalle sale che ospitano opere capitali di Monet, Renoir, Cézanne, Tiziano, Dürer, Goya, Canova, Morandi, Burri, dal 14 marzo al 28 giugno 2026 viene finalmente ricostruita la mappa di un movimento che trasformò il sogno, il mito e il mistero in linguaggio pittorico.

La mostra Il Simbolismo in Italia. Origini e sviluppi di una nuova estetica 1883-1915, curata da Francesco Parisi e Stefano Roffi, compie un’operazione critica necessaria: distingue gli artisti che elaborarono consapevolmente un lessico simbolista da quelli che aderirono occasionalmente a mode iconografiche. Ne emerge la ricostruzione filologica di un linguaggio autonomo, sviluppato in dialogo serrato con le ricerche europee ma dotato di caratteri propri.

La Fondazione Magnani-Rocca è una delle più importanti istituzioni artistiche d’Italia. La Villa dei Capolavori, sede della Fondazione a Mamiano di Traversetolo presso Parma, ospita la collezione d’arte di Luigi Magnani: opere di Tiziano, Dürer, Rubens, Goya, Canova, Monet, Renoir, Cézanne, Burri e la più significativa raccolta di lavori di Giorgio Morandi. Immersa nella campagna parmense, la Villa conserva il fascino della dimora di un grande collezionista, con arredi neoclassici e impero, circondata dal Parco Romantico con piante esotiche, alberi monumentali e i celebri pavoni bianchi e colorati, non a caso emblema del movimento simbolista.

La mostra è realizzata grazie a Fondazione Cariparma e Crédit Agricole.

Opere in mostra

Cesare Saccaggi, A Babilonia (Semiramide), circa 1905
Cesare Saccaggi, A Babilonia (Semiramide), circa 1905
Musei Reali di Torino – Galleria Sabauda
Giulio Aristide Sartorio, La Sirena (Abisso verde), 1893, olio su tela
Giulio Aristide Sartorio, La Sirena (Abisso verde), 1893, olio su tela
Giuseppe Pellizza da Volpedo, L’amore nella vita, 1901-1902, olio su tela
Giuseppe Pellizza da Volpedo, L’amore nella vita, 1901-1902, olio su tela
Collezione privata
Arnold Böcklin, Scudo con Testa di Medusa, fine secolo XIX, gesso dipinto
Arnold Böcklin, Scudo con Testa di Medusa, fine secolo XIX, gesso dipinto
Collezione privata
Benvenuto Benvenuti, La Danza della Morte, 1913, olio su tela
Benvenuto Benvenuti, La Danza della Morte, 1913, olio su tela
Courtesy Galleria d’Arte Goldoni, Livorno
Cesare Maccari, Baccante, circa 1880, olio su tela
Cesare Maccari, Baccante, circa 1880, olio su tela
Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi, Piacenza
Glauco Cambon, Le figlie del Reno, 1907, olio su tela
Glauco Cambon, Le figlie del Reno, 1907, olio su tela
Collezione privata
Giulio Aristide Sartorio, La lettura (Catullo e Clodia), circa 1890, olio su tela
Giulio Aristide Sartorio, La lettura (Catullo e Clodia), circa 1890, olio su tela
Ettore Tito, Le Ondine
Ettore Tito, Le Ondine
Edgardo Sambo, Salomè
Edgardo Sambo, Salomè
Plinio Nomellini, Giovinezza Vittoriosa, 1903
Plinio Nomellini, Giovinezza Vittoriosa, 1903
Collezione The Synergetic Group – Giampaolo Cagnin
Galileo Chini, Ritratto della sorella Pia, 1892, olio su tela
Galileo Chini, Ritratto della sorella Pia, 1892, olio su tela
Libero Andreotti, Sfinge, 1909, bronzo
Libero Andreotti, Sfinge, 1909, bronzo
Collezione The Synergetic Group – Giampaolo Cagnin. Foto Mauro Davoli

Il percorso

Il percorso espositivo illumina le ragioni storiche di una ricezione più tarda rispetto a Francia, Belgio e area mitteleuropea, e documenta gli scambi decisivi: la permanenza di Arnold Böcklin a Firenze, il milieu preraffaellita attivo tra Roma e Firenze, i soggiorni di Max Klinger, l’influenza della colonia dei Deutsch-Römer. Ne emerge un quadro in cui l’Italia non è periferia, ma laboratorio di soluzioni formali elaborate in costante confronto con l’Europa.

Tra gli artisti in mostra: Giovanni Segantini, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Gaetano Previati, Arnold Böcklin, Edward Burne-Jones, Franz von Stuck, Max Klinger, Domenico Morelli, Giulio Aristide Sartorio, Galileo Chini, Luigi Russolo, Leonardo Bistolfi, Adolfo Wildt, Giulio Bargellini, Adolfo De Carolis, Francesco Paolo Michetti, Plinio Nomellini, Emilio Longoni, Ettore Tito, Carlo Fornara, Duilio Cambellotti, Felice Carena, Alberto Martini, Cesare Saccaggi, Libero Andreotti, Ettore Ximenes, Mario De Maria, Mariano Fortuny.

I. Alle soglie del Simbolismo: tra teoria e letteratura

Il contesto culturale degli anni Ottanta e Novanta dell’Ottocento, con le figure di D’Annunzio, Angelo Conti, Vittore Grubicy. Le prime esperienze pittoriche coerenti con la nuova sensibilità: Marius Pictor, Giuseppe Cellini, il gruppo di In Arte Libertas, gli esordi di Giulio Aristide Sartorio. In mostra l’Isaotta Guttadauro, esempio eminente della declinazione preraffaellita romana.

II. Dalla storia al simbolo

La pittura di storia in Italia veniva progressivamente rielaborata alla luce di una nuova sensibilità alimentata da un rinnovato interesse per il mito. I soggetti dell’antico cessavano di essere trattati in chiave narrativa per assumere una dimensione evocativa e sacrale. In questo contesto si collocavano i percorsi di Francesco Netti, Cesare Maccari, Domenico Morelli, Giulio Bargellini, Luigi Conconi.

III. Nei boschi e nei mari degli dei

L’universo panico e visionario che legò l’Italia alla cultura mitteleuropea attraverso la ricezione dell’opera di Arnold Böcklin, Max Klinger e Franz von Stuck. In mostra Abisso verde di Sartorio, tra i capolavori assoluti del Simbolismo italiano, insieme ai lavori di Discovolo, Plinio Nomellini, Edoardo Dalbono, Cesare Laurenti e gli stessi Böcklin, Klinger e von Stuck.

IV. Veleno, desiderio e redenzione. La visione femminile

La figura femminile nei suoi poli simbolisti: santa e peccatrice, angelo e demone, corpo spirituale e corpo seduttivo. Opere di Galileo Chini, Alberto Martini, Cesare Ferro, una rara prova giovanile di Marussig. Particolare rilievo assume la Salomé di Edgardo Sambo: conservata per oltre trent’anni in Israele, torna ora per la prima volta in Italia.

V. Geografie dell’invisibile. Il paesaggio

Il paesaggio diventa spazio mentale, proiezione di stati interiori. Dalle prime formulazioni del paysage d’âme fino ai divisionisti: Segantini, Longoni, Benvenuti.

VI. Il segno oscuro. L’illustrazione simbolista

Il disegno e le tecniche grafiche come ambiti di raffinatezza particolare. Opere di Alberto Martini, Costetti, Sartorio, Cambellotti.

VII. Ultime tendenze e sviluppi

La persistenza del Simbolismo oltre il 1910. Opere di Ferenzona, Ferrazzi, Fracassi, Gabrielli, Crema: testimonianze di una sopravvivenza elaborata e personale.

Il Parco Romantico: un paesaggio dell’anima

La mostra si estende idealmente nel Parco Romantico che circonda la Villa dei Capolavori: dodici ettari di giardino all’inglese, giardino all’italiana e nuovo giardino contemporaneo ispirato al New Perennial Movement. Un paysage d’âme vivente, dove il visitatore può prolungare l’esperienza simbolista immerso in spazi di contemplazione e mistero. Luigi Magnani volle questo parco come estensione della sua sensibilità estetica: una visione in cui arte e natura, bellezza e tutela, si fondono in un’unica esperienza.

I prestiti

Le opere provengono da prestigiose istituzioni, tra cui la Presidenza della Repubblica Italiana, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, la Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, il Museo del Novecento di Milano, il Mart – Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, e importanti raccolte private. Un’occasione irripetibile. Molte delle opere in mostra provengono da collezioni private raramente accessibili: un’occasione unica per vedere riuniti capolavori che difficilmente torneranno insieme.

Informazioni

Dove

Fondazione Magnani-Rocca, Villa dei Capolavori
Via Fondazione Magnani-Rocca 4, Mamiano di Traversetolo (Parma)
Mappa Google

Quando

14 marzo – 28 giugno 2026.
Aperto anche lunedì di Pasqua, 25 aprile, 1° maggio, 2 giugno.

Orari

Martedì–venerdì 10–18, la biglietteria chiude alle 17.
Sabato, domenica e festivi 10–19, la biglietteria chiude alle 18.
Lunedì chiuso (aperto lunedì di Pasqua).

Biglietti

€ 15 intero, valido anche per le raccolte permanenti, il Parco Romantico e gli Armadi segreti della Villa.
€ 13 gruppi di almeno 15 persone.
€ 5 scuole e sotto i 14 anni.
Per meno di 15 persone non occorre prenotare.

Visite guidate

Sabato alle 16.30; domenica e festivi alle 11.30, 16 e 17, con guida specializzata. € 20 ingresso e guida. Si prenota a [email protected] o all’ingresso fino a esaurimento posti.

Informazioni e gruppi

Tel. 0521 848327 / 848148
[email protected]

Ristorante

Tel. 0521 1627509
WhatsApp 393 7685543
[email protected]

Domande frequenti

Quando si è tenuta la mostra Il Simbolismo in Italia?

Dal 14 marzo al 28 giugno 2026, alla Villa dei Capolavori di Mamiano di Traversetolo (Parma).

Quante opere c’erano in mostra?

Più di 150 opere tra dipinti, sculture e incisioni, ordinate in sette sezioni.

Chi ha curato la mostra?

Francesco Parisi e Stefano Roffi. Il catalogo è edito da Dario Cimorelli Editore.

Quali artisti erano esposti?

Tra gli altri Giovanni Segantini, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Gaetano Previati, Arnold Böcklin, Edward Burne-Jones, Franz von Stuck, Max Klinger, Giulio Aristide Sartorio, Galileo Chini, Adolfo Wildt e Alberto Martini.

Che cosa si può vedere ora alla Villa dei Capolavori?

La mostra si è conclusa il 28 giugno 2026. Fino al 13 dicembre 2026 è in corso Man Ray: tutto; la collezione permanente e il Parco Romantico sono visitabili negli orari di apertura.

Partner

La mostra è realizzata grazie a

Fondazione Cariparma e Crédit Agricole

Media partner: Gazzetta di Parma, Kreativehouse.
Con la collaborazione di AXA XL Insurance e Aon S.p.a., Angeli Cornici, Bstrò, Cavazzoni Associati, Società per la Mobilità e il Trasporto Pubblico.

Ufficio stampa: Studio ESSECI, Simone Raddi, [email protected], tel. 049 663499. Cartella stampa e immagini: www.studioesseci.net

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