La Biblioteca di Busseto abita un palazzo barocco del 1679, costruito dal Monte di Pietà nel centro della città di Verdi. Tra i suoi scaffali convivono due idee di libro. Quella antica, fatta di incunaboli, cinquecentine e delle pagine perfette di Bodoni. E quella del Novecento, in cui il libro diventa opera: nella Collezione Mingardi ci sono il Jazz di Matisse, il libro imbullonato di Depero, il primo pop-up di Andy Warhol. La biblioteca è della Fondazione Cariparma e si visita gratis, con guida, la seconda domenica del mese.
A meno di un’ora d’auto, la Villa dei Capolavori della Fondazione Magnani-Rocca chiude la giornata: dal libro come opera alla casa come collezione.
Una banca che prestava al talento
Nel 1537 i frati francescani, con il sostegno dei marchesi Pallavicino, fondano a Busseto un Monte di Pietà: un istituto di credito gratuito per i più poveri. Presta grano nelle carestie, finanzia le doti, sostiene gli studi dei giovani di talento. Tra questi c’è un ragazzo di Roncole, Giuseppe Verdi, che grazie al Monte può andare a studiare musica a Milano.
Nel 1679 il Monte costruisce il palazzo che ancora oggi ospita la biblioteca. Nel 1768, espulsi i gesuiti dal Ducato di Parma, i loro libri arrivano qui e diventano il nucleo del fondo antico. È una storia rara: un luogo nato per prestare denaro che finisce per custodire libri. Forse, a guardarla bene, è lo stesso gesto.


Cosa si vede nella Biblioteca di Busseto
Oggi la biblioteca appartiene alla Fondazione Cariparma, che la gestisce come servizio pubblico e gratuito. Le sale storiche custodiscono incunaboli e cinquecentine, tra cui le Cronache di Norimberga del 1493 e l’Hypnerotomachia Poliphili stampata da Aldo Manuzio nel 1499; i volumi di Giambattista Bodoni, con l’Oratio Dominica; e, con la Collezione Mingardi, i libri d’artista del Novecento, da Matisse a Depero a Warhol.

Il racconto completo di questi libri, uno per uno, è in Meravigliosa Biblioteca di Busseto, il progetto e lo short film realizzati da Kreativehouse per la Fondazione Cariparma.

Da Busseto alla Villa dei Capolavori
Busseto ha dato i natali anche ad Alberto Pasini, il pittore dell’Oriente, raccontato anche su queste pagine. E porta a Luigi Magnani per un’altra strada: prima che collezionista, Magnani fu critico musicale e scrittore. Dalla città di Verdi alla casa di chi scriveva di musica, il passo è più breve dei chilometri.
Alla Villa dei Capolavori la collezione è ancora disposta nelle stanze della casa: Tiziano, Dürer, Goya, Monet, Cézanne, De Chirico e cinquanta opere di Giorgio Morandi, tra arredi neoclassici e Impero. Intorno, il Parco Romantico. Fino al 13 dicembre 2026 la Villa ospita anche la mostra Man Ray: tutto.

Busseto e la Villa dei Capolavori in un giorno
Mattina, Busseto. Le visite guidate gratuite alla biblioteca si tengono la seconda domenica del mese alle 10.00 e alle 11.15, su prenotazione (tel. 0524 92224, [email protected]). Nel resto della mattina, il centro verdiano.
Pranzo. Nella Bassa, oppure al Ristorante nella corte della Villa.
Pomeriggio, Mamiano. Circa un’ora d’auto verso le colline a sud di Parma. La domenica la Villa è aperta fino alle 19 (biglietteria fino alle 18). Non serve prenotare: orari e biglietti.
Le ultime date utili del 2026 sono l’11 ottobre, l’8 novembre e il 13 dicembre, che è anche l’ultimo giorno di Man Ray: tutto.
Domande frequenti
Quanto dista Busseto dalla Fondazione Magnani-Rocca?
Circa un’ora d’auto: Busseto è nella Bassa, a nord-ovest di Parma; la Villa dei Capolavori è a Mamiano di Traversetolo, sulle colline a sud della città.
Quando conviene fare la gita?
La seconda domenica del mese, quando la biblioteca apre le sue sale storiche con le visite guidate gratuite delle 10.00 e delle 11.15.
Bisogna prenotare?
Sì per la visita guidata alla biblioteca (0524 92224). No per la Villa dei Capolavori: i biglietti si acquistano all’ingresso.



