Aggiornato il 6 ottobre 2026
In breve. Un caseificio del Parmigiano Reggiano si visita tutto l’anno, su prenotazione dal sito del Consorzio. La lavorazione comincia ogni giorno tra le 7.30 e le 8: è l’ora giusta per arrivare. Intorno a Mamiano di Traversetolo, sulle colline a sud di Parma, lavorano decine di caseifici; a pochi minuti c’è la Villa dei Capolavori, la collezione d’arte nata da una famiglia che commerciava Parmigiano Reggiano.
| Dove | Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna a sinistra del Reno, Mantova a destra del Po |
| Quanti caseifici | 288 nella mappa del Consorzio, decine intorno a Mamiano |
| Quando | Tutto l’anno; la lavorazione inizia tra le 7.30 e le 8 |
| Durata | Circa un’ora, degustazione compresa |
| Prenotazione | Sul sito del Consorzio, pagina Trova caseificio |
| Vicino | Villa dei Capolavori, Torrechiara, Montechiarugolo, Villa Lanfranchi |
Al mattino presto, nei caseifici delle colline di Parma, il latte crudo entra nelle caldaie di rame. Prima di mezzogiorno la cagliata esce avvolta in un telo e prende la forma che tutti conoscono; poi aspetta almeno dodici mesi prima di meritare il marchio. Latte, sale e caglio, nient’altro: il Parmigiano Reggiano è un formaggio DOP che si può produrre solo in cinque province tra Emilia e Lombardia. Da questa stessa terra, e da una famiglia che commerciava bestiame e Parmigiano Reggiano, viene una delle più importanti collezioni d’arte private al mondo. Per capire la collezione di Luigi Magnani conviene partire da un caseificio.
A venti minuti da Parma, la Villa dei Capolavori della Fondazione Magnani-Rocca completa la giornata: dalla forma che stagiona alla casa che conserva Tiziano, Goya, Monet e cinquanta opere di Giorgio Morandi.
La collezione di Luigi Magnani viene dalla campagna
La Fondazione Magnani-Rocca e il Parmigiano Reggiano hanno la stessa origine: la campagna tra Parma e Reggio Emilia. Luigi Magnani nasce nel 1906 a Reggio Emilia. Il padre, Giuseppe, commercia bestiame e Parmigiano Reggiano; la madre, Eugenia Rocca, viene da una famiglia nobile ligure. Nel 1941 la famiglia acquista la tenuta di Mamiano, con la villa e i campi intorno.
Giuseppe Magnani (1879–1960) non è un semplice produttore. Allevatore, imprenditore agricolo, Cavaliere del Lavoro, ha il cuore dell’azienda a Gaida, lungo la via Emilia nel Reggiano, e nei magazzini di Reggio Emilia lavora come commerciante e affinatore: sceglie le forme, ne segue la stagionatura, separa quelle per il consumo da quelle destinate all’esportazione verso le Americhe e il Nord Europa. È tra i primi a capire che il grana di queste terre può diventare un commercio su larga scala, e partecipa alla vita dei consorzi agricoli negli anni che portano, nel 1934, alla nascita del Consorzio del Formaggio Parmigiano-Reggiano.
Luigi studia storia dell’arte, scrive di musica, suona il pianoforte, e il padre asseconda le sue inclinazioni invece di ostacolarle. Rimasto unico erede dopo la morte precoce delle sorelle Lisetta e Ada, continua a guidare l’azienda agricola di Mamiano: sono i suoi proventi a pagare la collezione, e per La famiglia dell’infante don Luis di Goya, nel 1974, Magnani arriva a firmare cambiali. Il formaggio di famiglia entra anche nelle amicizie. Giorgio Morandi gli regala un quadro a Natale o a Pasqua e riceve in cambio i prodotti delle fattorie; Federico Zeri, ospite della villa, scrive in una lettera «Les fromages sont spectaculaires». Nella Villa dei Capolavori il padre ha ancora la sua stanza, la Stanza del Commendator Giuseppe, con parte della sua biblioteca.
Le due storie si somigliano più di quanto sembri. Una forma di Parmigiano Reggiano si giudica dopo un anno e si ama dopo due o tre; una collezione come quella di Magnani si compone in una vita. In entrambi i casi il valore lo fa il tempo, e lo riconosce chi sa aspettare. In questa terra la pazienza è un talento.
In caseificio il latte diventa forma in una mattina
In un caseificio si vede l’intero ciclo del Parmigiano Reggiano: la lavorazione del latte, la salatura, la stagionatura. Servono circa 550 litri di latte per una forma da quasi 40 chili.
La visita comincia nella sala di lavorazione. Il casaro rompe la cagliata con lo spino, la cuoce, la lascia riposare sul fondo della caldaia; poi la solleva con un telo e la taglia in due: da ogni caldaia nascono due forme gemelle. Le fascere imprimono sulla crosta i puntini con il nome Parmigiano Reggiano, il numero del caseificio e la data. Segue il bagno in acqua e sale, per circa tre settimane.
Il cuore della visita è il magazzino di stagionatura: scaffali di forme fino al soffitto, ognuna con il suo tempo. A dodici mesi un esperto del Consorzio batte ogni forma con un martelletto e ne ascolta il suono; solo quelle che superano l’esame vengono marchiate a fuoco. Allo spaccio si assaggiano stagionature diverse, di solito 12, 24 e 36 mesi, fino a oltre cento.


«Il Parmigiano Reggiano si produce oggi come nove secoli fa», ricorda Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio.
Intorno alla Villa dei Capolavori lavorano decine di caseifici
La mappa del Consorzio segna caseifici a Traversetolo e nella stessa Mamiano, poi a Montechiarugolo e Basilicanova, a Lesignano de’ Bagni, fino all’Appennino di Neviano degli Arduini. In montagna il formaggio cambia carattere: dagli 82 caseifici dell’Appennino viene più del 22% della produzione, e dal 2016 una certificazione distingue il Parmigiano Reggiano Prodotto di Montagna.
Vivi Parmigiano Reggiano apre i caseifici tutto l’anno
Il territorio va molto oltre Parma. Con Vivi Parmigiano Reggiano, il progetto lanciato dal Consorzio nel giugno 2026, i caseifici si visitano tutto l’anno nelle cinque province della zona d’origine: Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna a sinistra del fiume Reno e Mantova a destra del Po. Oltre 2.100 allevamenti nutrono le bovine con erbe e fieni del territorio: è il paesaggio stesso a fare il formaggio. Il Consorzio punta a 300.000 visitatori nei caseifici entro il 2029.
Prenotare la visita in caseificio richiede tre passaggi
- Apri la pagina Trova caseificio sul sito del Consorzio e scegli la provincia: per la Villa dei Capolavori, Parma.
- Filtra per servizi: degustazioni guidate, visita alla stalla, apertura della forma, tour in lingua, attività per bambini.
- Scegli un orario del mattino, quando il latte è in lavorazione, e conferma online.
→ Scegli il caseificio e prenota la tua visita
Il caseificio e la Villa dei Capolavori stanno in una sola giornata
Mattina, in caseificio. Arrivo tra le 7.30 e le 8, per vedere il latte diventare forma.
Pranzo. In una trattoria della zona, oppure al Ristorante nella corte della Villa dei Capolavori.
Pomeriggio, a Mamiano. La collezione è ancora disposta nelle stanze della casa: Tiziano, Dürer, Rubens, Goya, Monet, Renoir, Cézanne, De Chirico e cinquanta opere di Morandi, tra arredi neoclassici e Impero. In ottobre il foliage del Parco Romantico entra nel vivo: il cotino si fa rosso pieno, le graminacee diventano oro controluce. Fino al 13 dicembre 2026 la Villa dei Capolavori ospita anche Man Ray: tutto. I biglietti si fanno all’ingresso, senza prenotazione: orari e biglietti.
A settembre Francesca e Tommaso di Take My Heart Everywhere hanno raccontato proprio questo fine settimana ai viaggiatori che li seguono da tutto il mondo: https://www.instagram.com/p/Dd56Kv-jOO3/?img_index=1
Vicino ai caseifici ci sono castelli, ville e musei
Chi resta un secondo giorno trova a pochi chilometri il Castello di Torrechiara, il Castello di Montechiarugolo, Villa Lanfranchi a Lesignano de’ Bagni e il Museo Renato Brozzi a Traversetolo. Verso la Bassa, a Soragna, il Museo del Parmigiano Reggiano racconta la storia del formaggio con gli attrezzi dei casari.
Dal caseificio alla Villa dei Capolavori ci sono pochi chilometri e la stessa lezione: le cose migliori di questa terra hanno bisogno di tempo.
Domande frequenti
Quanto dista un caseificio dalla Fondazione Magnani-Rocca?
Pochi minuti d’auto. Ci sono caseifici a Traversetolo e nella stessa Mamiano, dove si trova la Villa dei Capolavori; altri a Montechiarugolo, Basilicanova e Lesignano de’ Bagni.
A che ora conviene visitare un caseificio del Parmigiano Reggiano?
Al mattino presto. La lavorazione del latte comincia ogni giorno tra le 7.30 e le 8; più tardi si vedono la salatura e il magazzino di stagionatura.
Quanto dura la visita a un caseificio?
Di solito circa un’ora, degustazione compresa. La durata esatta dipende dal caseificio scelto.
Bisogna prenotare?
Sì per il caseificio, dal sito del Consorzio del Parmigiano Reggiano. No per la Villa dei Capolavori: i biglietti si fanno all’ingresso.
Si può visitare un caseificio con i bambini o in inglese?
Sì. Nella mappa del Consorzio si filtrano i caseifici con attività per bambini e quelli con tour in lingua straniera.
Quando c’è Caseifici Aperti?
Dal 2026 Caseifici Aperti si tiene una volta l’anno, in primavera: l’ultima edizione è stata il 23 e 24 maggio 2026, con 53 caseifici. Il resto dell’anno le visite si prenotano con Vivi Parmigiano Reggiano.
Dove si produce il Parmigiano Reggiano?
Solo in cinque province: Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna a sinistra del fiume Reno e Mantova a destra del Po.
Che legame c’è tra la Fondazione Magnani-Rocca e il Parmigiano Reggiano?
Luigi Magnani, fondatore della Fondazione, era figlio di Giuseppe Magnani, che commerciava bestiame e Parmigiano Reggiano. La collezione della Villa dei Capolavori nasce da quella famiglia e da quella terra. Oggi il Consorzio del Parmigiano Reggiano è partner della Fondazione.
In collaborazione con il Consorzio del Parmigiano Reggiano